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Monsignor Desiderio Nobels (1899-1985)

Belga di nascita, ma romano a tutti gli effetti e italiano di pieno diritto, Didier Nobels nacque a Saint Nicolas, in Belgio, il 9 maggio 1899.

Nel 1914, quando le truppe tedesche invasero il Belgio, Didier fu inviato a Londra dai suoi genitori, Jean Nobels e Marie Janssens de Verebeke, che invece vollero rimanere in Belgio malgrado l'occupazione.

Durante il soggiorno londinese, Didier entrò a far parte del gruppo scout del collegio in cui studiava e nel 1915 pronunziò la promessa scout alla presenza del fondatore dello scoutismo: Sir Robert Baden Powell. Nel 1916 divenne "assistent", cioè aiuto capo del gruppo scout.

Nel 1917 fu richiamato alle armi e combatté sul fronte italiano con un contingente di soldati belgi.

Finita la guerra tornò in Belgio e si iscrisse alla facoltà di filosofia dell'Università di Lovanio. Per motivi di salute, dovette trasferirsi in Austria, dove portò a termine gli studi nell'Università di Innsbruck. Tornato in Belgio, entrò nel Seminario di Gand e il 22 agosto 1926 fu ordinato sacerdote. Venne quindi a Roma per frequentare l'Università Gregoriana e conseguire laurea e dottorato in teologia.

Qui, di domenica, cominciò a frequentare le parrocchie povere della periferia romana e, nel 1928, insieme ad alcuni giovani, don Desiderio (così aveva italianizzato il suo nome) iniziò l'opera degli oratori romani al Quadraro e a Centocelle. Fu uno dei fondatori del Centro Oratori Romani, opera che ebbe uno sviluppo prodigioso soprattutto nelle parrocchie periferiche della Capitale.

Terminati gli studi teologici, Nobels rinunciò a tornare in Belgio: preferì rimanere a Roma per svolgere il suo apostolato in mezzo ai giovani e dedicarsi soprattutto ai più poveri e indigenti. Dal quartiere del Quadraro passò al Tuscolano, a San Giuseppe all'Arco del Travertino.

Nel 1928 entrò in servizio a "Propaganda fide", nella Pontificia Opera di San Pietro Apostolo, di cui divenne Vice Segretario Generale e dove prestò la sua opera fino al 1956.

Durante la seconda guerra mondiale, Nobels accolse centinaia di soldati sbandati e, insieme con alcuni ufficiali dell'Esercito Italiano, costituì una formazione partigiana denominata "Travertino" che partecipò all'organizzazione della resistenza nella zona di Roma sud. Nel museo storico della Liberazione di via Tasso in Roma (sala IV) è conservata la relazione dell'attività svolta dalla formazione partigiana "Travertino", scritta da lui stesso e inviata il 20 luglio 1944 alle Autorità Italiane.

Per i meriti acquisiti nella sua attività partigiana e il suo disinteressato aiuto nella lotta per la liberazione d'Italia, monsignor Nobels ricevette il 22 gennaio 1945, dal brigadiere Generale Danovan, direttore dei servizi strategici statunitensi, un "attestato d'apprezzamento" con medaglia.

Oltre al Centro Oratori Romani, monsignor Nobels coltivò il desiderio giovanile di dedicarsi allo scoutismo e, con la collaborazione del professor Arturo Vasta, fondò all'indomani dell'entrata degli Americani a Roma, il primo Riparto Scout dell'Italia post fascista nella parrocchia di San Giuseppe all'Arco del Travertino: il Roma 51.

Fu quindi un valido animatore della rinascita dell'Associazione Scoutistica Cattolica Italiana (Asci), che era stata sciolta dal Fascismo nel 1925.

Dall'Arco del Travertino il gruppo scout si trasferì nella parrocchia della Natività in via Gallia, dove monsignor Nobels operò per alcuni anni in collaborazione con don Luigi Rovigatti, in seguito vescovo di Civitavecchia, poi vice gerente di Roma.

Nel 1972 il gruppo Roma 51 si spostò a San Gregorio al Celio. Nel 1984, per ristrutturazione dei locali, si trasferì ancora nella parrocchia di San Filippo Neri in Eurosia in via delle Sette Chiese, dove è tuttora.

Il 26 gennaio 1985 monsignor Desiderio Nobels morì a Roma. La sua salma riposa nel cimitero di Carpineto Romano. Il Comune di Roma ha voluto dedicargli il parco antistante l'attuale sede del Roma 51.