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Franco Vecchiocattivi

Nel 1953 (mamma mia, quanti anni sono passati!) feci la mia promessa come lupetto nel gruppo Roma 51, che allora aveva la sede nella Parrocchia della Natività a Via Gallia. Nel 1957 passai al riparto e dopo qualche tempo, pronunciai la promessa anche come esploratore (mi ricordo ancora la veglia d'armi nella cappella della parrocchia). Furono anni meravigliosi, di cui ho un ricordo molto vivo ed emozionante. Nel 1968 mi laureai in chimica e trovai lavoro come ricercatore all'Università di Perugia e così lasciai Roma, perdendo di vista tutti gli amici di allora. In quel periodo non mi ero reso conto di quanto lo scautismo avesse inciso sulla mia formazione, soprattutto sull'attitudine a servire il prossimo, ogni volta che ce ne fosse l'occasione. Nel 1973 mi sposai e mi trovai a trascorrere alcuni brevi periodi di ricerca presso alcune università estere, come ad esempio negli USA, in Germania, in Francia, in Giappone. Poi sono nati i figli (2), e quando raggiunsero l'età chiesero di fare gli scout. Il giorno che mio figlio maggiore fece la promessa da lupetto, sciolto il cerchio venne tra le mie braccia e mi disse tutto contento: "adesso anch'io faccio parte della famiglia felice!". Mi ricordo che ebbi un forte brivido e di colpo tornai con la memoria ai tempi del Roma 51, con Mons. Nobels, che per me era soprattutto "l'amico di BP". Qualche tempo dopo, nella parrocchia che ancora frequentiamo a Perugia e dove c'è il gruppo AGESCI allora frequentato dai miei figli, nacque una comunità MASCI. Ad un primo contatto non mi piaceva, mi dava l'impressione come se fosseun'associazione di "ex combattenti e reduci" che passano il tempo a raccontarsi quanto era bello quando si andava al campeggio o cose simili. Io, che non ero cresciuto a Perugia, non provavo allora nessuna particolare attrazione verso il MASCI. Poi, per caso, scopriiche mi sbagliavo completamente. Nel MASCI si fa davvero dello scautismo per adulti, ci si impegna in un servizio attivo, verso i bisognosi, verso i terremotati (in Umbria ci sono spesso molte scosse), nel fare percorsi di fede, sempre pronti a servire e sempre in gioiosa allegria, tanta allegria. Questa scoperta mi stuzzicò. Perchè non provarci? Ci poteva forse essere un problema nel fatto che mia moglie da giovane non ha avuto un'esperienza scout. Tuttavia, invogliata dai due figli (ormai diventati capi AGESCI) e, dopo aver trascorso un certo periodo di prova con il MASCI, annuncia di voler fare anche lei la promessa scout e così, tra commozione ed emozione, la nostra "famiglia felice" si allargò. Da allora, sia io che mia moglie abbiamo avuto e continuiamo ad avere esperienze bellissime con il MASCI, tra i terremotati umbri, in Africa con una missione della Diocesi, in servizio in campi scout, sui treni per Lourdes, in servizio al Jamboree 2007 (quello del centenario dello scautismo), ai campi scuola del MASCI, uscite, escursioni, campi estivi e campi invernali, etc. etc.
Da quattro anni circa io mi trovo a svolgere la funzione di Segretario Internazionale del MASCI, cioè mi occupo dei rapporti con altre organizzazioni scout nel mondo e delle imprese di solidarietà del MASCI per i paesi del terzo mondo.
Quando quel giorno del 1953 pronunciai la promessa di lupetto, non avrei mai potuto immaginare quale ruolo continuativo dovesse poi ricoprire nella mia vita lo scautismo, eppure...