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Franco Fanelli

Nato a Jesi (AN) nel 1942, dove sono nati anche i miei fratelli Claudio e Marcello, mi sono trasferito a Roma nel 1948. Entrato nel Gruppo 51 nel 1950 quando la sede era presso la Parrocchia della Nativitā (Parroco Don Luigi Rovigatti) e Akela Serafino Turchetti. Zampa tenera nel 1952, 1^ stella nel 1953, 2^ stella nel 1954, Vicecaposestiglia nel 1954, Caposestiglia nel 1955 e passaggio al Riparto in Ottobre del 1957. Dopo breve permanenza nel Riparto sono passato al Branco della Rupe come vecchiolupo, quindi Akela fino al 1962.
Queste date scaturiscono non dalla mia scarsa memoria ma dal "libretto verde" di socio dell'ASCI, ancora in mio possesso. Alcune fotografie mi ricordano Akela e i Vecchilupi, Maoli, Berti Enrico, Dasaro, Navarra. Sempre le fotografie mi risvegliano il ricordo di alcuni amici sia lupetti che scout, i fratelli Verdacchi, i fratelli Fortunato, i fratelli Berti, Lionetti, Marotta, Della Torre, Lainč, Marchetti, Sagramora, Santinelli, i fratelli Cleri.......e quanti mi piacerebbe ricordare e soprattutto incontrare. Terminati gli studi da geometra,mi sono arruolato in Aeronautica nel 1962, lasciando il Branco della Rupe. Rimasto in Aeronautica fino al 1982, come Controllore del Traffico Aereo, sono transitato nella Azienda Assistenza al Volo, che ho lasciato nel 1994, mettendomi in pensione anticipatamente. Ho quindi costituito la societā CONFAN che trattava principalmente di amministrazione di condomini e che nel tempo ha assorbito altri professionisti ed un CA, diventando uno studio professionale polivalente e stimato. Nel frattempo, ed ancora oggi, mi sono dedicato al volontariato costituendo diverse realtā sociali quali, il comitato di quartiere, l'associazione culturale Torraccia, il gruppo donatori sangue e, il gruppo amicizia. Tutto a vantaggio del "quartiere", chiamato Torraccia, dove abito da 20 anni, ubicato nel quartiere di San Basilio, tra Tiburtina e Nomentana. Sposato dal 1965 ho due figli maschi, Federico e Daniele con due nipoti, Dario e Silvia. Posso testimoniare, come mio fratello Claudio, che non ho mai smesso di comportarmi secondo lo spirito scoutistico, anche se incosciamente, che i miei "capi" Mons.Nobels, Vasta e Turchetti, mi hanno inculcato.