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Giovanni Degli Esposti

Nel lontano 1953, all'età di 7 anni, in un caldo pomeriggio estivo, un signore suonò alla nostra porta di Via Bondi 1 a Bologna: "Chi è?" Chiese mia madre. "Sono Carlo Alberto Jaffei del Branco Bologna XII della Palude!".
Mia madre un po' scettica ancora con la porta chiusa disse: "Ma a che proposito viene a cercarci?" Mi manda don Luciano Marani, Cappellano della Parrocchia degli Alemanni!" Rispose Carlo Alberto. E mia madre aprì subito la porta e fece accomodare quel ragazzo ventenne, che guarda caso era in divisa scout. Lui cominciò a parlare con mia madre chiedendole se lei era disposta a farmi andare nei lupetti,la branca degli Scout fondati da Baden Powell che prendeva i ragazzi dai 7 ai 12 anni e li formava allo scoutismo. Poi lei mi chiamò nella sala da pranzo dove si erano seduti e Carlo Alberto iniziò a raccontare che tipo di attività facevano in questo gruppo, mia madre mi fece promettere che non avrei trascurato la scuola in quanto ero già impegnato seriamente come chierichetto a servir sempre Messa ed andare al Catechismo per prepararmi alla prima Comunione. Chiesi quando sarebbero cominciate le attività e C.A.J. mi informò che sarei dovuto andare l'indomani ad una prima riunione dove avrei conosciuto poi tanti altri ragazzi che erano già lì a fare i Lupetti. Con il Bologna 12 feci poi 3 vacanze di branco estive in una delle quali mi portarono all’ospedale in quanto mi venne una congestione per aver bevuto dell’acqua gelata tutta la sera. Con due bastoni scout fecero una barella l’Akela Gianni Gasparini e Chil, il compianto Enrico Manfredini che mi sgropponarono fino al paese tra grida inumane del sottoscritto che con tutti quei sobbalzi stava per lasciarci le penne. Quello fu il battesimo del fuoco.
Fu così che diventai uno scout e quando si diventa scout “è un fardello che te lo porti dietro per tutta la vita!”.
Quando mio padre si trasferì a Roma a metà giugno del 1957 mi informai immediatamente quale fosse il Gruppo Scout più vicino a casa mia ed il caso volle che il mio nuovo Akela fosse Enrico Berti, figlio di un professore di matematica, anch'egli bolognese, che abitava in Via Bitinia 5 nello stesso pianerottolo dove noi abitammo dal 1950 al 1952.Entrai immediatamente a far parte del Branco Roma LI della Liana che faceva parte del Gruppo Scout Roma LI Fondato da Mons. Didier Nobels e da Arturo Vasta nel Novembre del 1944. In quel periodo mi fu affidata subito la Sestiglia dei Fulvi come Caposestiglia perché ero già una seconda stella ed avevo maturato il distintivo di "Lupo Anziano", segno di riconoscimento che non molti lupetti riuscivano a conquistare, avevo già 12 specialità e per questo ero molto rispettato. Dopo un anno passai esploratore nella squadriglia dei Castori con Caposquadriglia Manlio Felici e Vicecapo squadriglia Gianni Fortunato, nel gruppo c’erano Vincenzo Lo Monaco, Vincenzo Blandamura, Roberto Greco, Marcello Muscinelli e Paolo Mancini, poi passai nelle Pantere come Vice capo squadriglia di Claudietto Fanelli che m’insegnò parecchie cose tra cui l’alfabeto Morse con cui trasmettevamo ben 80 lettere al minuto al massimo dell’allenamento ed il semaforico di cui fui il campione del riparto insieme ai fratelli Claudio e Marcello Fanelli ed ai Fratelli Verdacchi. Anche i fratelli Fortunato, Carlo e Gianni erano molto bravi e spesso facevamo delle gare all’ultimo secondo. Per vincere io mi ero fatto fare delle bandierine bianco e rosse da mia madre molto leggere così non pesavano e si sventolavano bene. Io mi allenavo spesso davanti allo specchio di casa per spostare le braccia in maniera perfetta pensate che poi quando avevo terminato il periodo scoutistico ancora mi ricordavo bene le segnalazioni di semaforico andai allo stadio olimpico con mio padre e mio zio che veniva da La Spezia perché c’era una manifestazione per un anniversario della Marina Militare a cui apparteneva mio zio ed entrarono 1000 marinai tutti schierati sul prato verde dell’Olimpico dotati di due bandierine bianco/rosse e cominciarono a trasmettere,io dissi subito a mio padre ed a mio zio il messaggio che avevano trasmesso poi lo speaker disse a tutti la traduzione “Siate i benvenuti in occasione della nostra grande festa” Feci un figurone anche con i vicini, mio padre disse subito ad alta voce ma mio figlio è uno scout, tutta la famiglia è composta da scout 3 femmine Guide e due maschi entrambi scout.
Poi dopo un paio d’anni nelle Pantere con sede a San Gregorio al Celio passai come Caposquadriglia dei Castori con la sede alla Natività. Facevamo sempre la spola tra la Natività per le riunioni infrasettimanali ed il Mese Mariano dal 1 al 31 Maggio recitando sempre il rosario tutte le sere poi ci vedevamo sempre a San Gregorio la domenica. All'età di 19 anni passai Rover ed aiutavo il Branco nella funzione di Chil lo sparviero, con Akela Roberto Gigante del Branco della Liana e Franco Ricci del Branco della Rupe. Il lavoro poi mi portò a Firenze nel 1968 e quindi lasciai l'attività di Rover per dedicarmi poi solo al Basket ed alla mia fidanzata che poi sarebbe diventata mia moglie. Da oltre 30 anni poi faccio parte della comunità M.A.S.C.I. (Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani) del Bologna XII "Nerino Romagnoli" di cui l'attuale responsabile è una vecchia conoscenza, quel certo Carlo Alberto Jaffei, già ottantenne che tra l'altro è stato poi anche il mio testimone di nozze insieme a Roberto Gigante già Caposquadriglia delle Aquile ed Akela del Branco della Liana ed inseparabile amico della gioventù..
La Strada continua dal Primo di gennaio 2014 sono diventato il Coordinatore del Movimento Adulti Scout del Roma LI che è legato agli scout d’Europa ma per ora non se ne parla di voler tornare nel gruppo MASCI che appartiene all’AGESCI però tengo sempre una speranza di riuscire a traghettare il Gruppo nella vecchia comunità.